Diario di Bordo

       In realtà non si tratta di un vero e proprio Diario di Bordo, ma di un breve report, anche fotografico, dei viaggi a vela più rappresentativi che abbiamo fatto negli ultimi anni, con barche diverse da quella attuale, con barche più grandi e più piccoline, con barche nostre e di nostri amici.

      Abbiamo pensato di pubblicare queste esperienze per provare a trasmettere la nostra passione di viaggiare in barca a vela. Perché utilizzare  questo mezzo non è soltanto uno dei tanti modi di viaggiare, ma è anche una buona occasione per conoscere persone con interessi comuni, visitare luoghi da nuove prospettive e non da ultimo, vivere il mare con un approccio completamente diverso.

     Pianificare ed effettuare i nostri viaggi in barca a vela ci continua ad insegnare anche a valutare variabili sempre diverse, ad adattarsi alle forze della natura, a dover fare rinunce o prendere decisioni non sempre facili. Inoltre, ci permette di riflettere su aspetti fondamentali del quotidiano che il frenetico e travolgente stile di vita terrestre riesce a volte a farci dimenticare.

       Per alcuni dei posti che abbiamo visitato,  avremmo voluto avere più tempo a disposizione. Questa considerazione, che alimenta sempre di più la nostra voglia di viaggiare, ci spinge anche a migliorare costantemente la pianificazione dei nostri viaggi.  E’ quindi sulla base di quest’ultima considerazione e con l’esperienza maturata, che stiamo definendo il nostro stile di viaggio, provando a crescere nella scelta di una meta piuttosto che di un’altra e nel valutare sempre più adeguatamente la disponibilità del tempo. Nei nostri viaggi abbiamo conosciuto persone che riescono a visitare sette isole in sette giorni e altri che dopo sette giorni nella stessa isola, non sentono ancora la necessità di spostarsi!

SICILIA 2018

Dopo l’Adriatico e l’Egeo per continuare la nostra migrazione verso Ovest, abbiamo deciso di fare una tappa  importante nel Tirreno Meridionale, circumnavigando la Sicilia. Tenuto conto dei venti prevalenti estivi e provenendo da Nord Est abbiamo ritenuto di costeggiare l’isola in senso antiorario.  Avremo passato  subito lo Stretto di Messina  per fermarci alle Eolie verso i primi di Giugno, da qui rotta verso le Egadi, contando di arrivare verso i primi di Luglio. Per evitare il sovraffollamento estivo avevamo pensato di navigare lungo la costa Sud durante il mese di Agosto, per poi ritrovarci ancora in Settembre alle Eolie  in attesa del trasferimento verso Napoli, dove avremo ormeggiato la barca per l’inverno.

Visitare la Sicilia è stata una scelta facile, durante questo viaggio avremo unito il piacere di navigare in Italia, fermarci a terra in posti ricchi di Cultura e gustarci ottimi cibi locali.

Quest’anno oltre alla manutenzione ordinaria della barca, ci siamo regalati un terzo pannello solare ed un Gennaker, una vela che ci permetterà di navigare sempre meno a motore.

Da Portogaribaldi alle Eolie

Il nostro viaggio inizia il  1 di giugno  e  aproffittando di una buona previsione meteo, partiamo alla volta dell’Isola di San Domino, alle Tremiti  che ormai sta diventando una tappa fissa.  Dopo le prime ore  di navigazione riprendiamo subito il ritmo del mare ….. e dell’estate, è come andare in bicicletta!

Dalle Tremiti ci fermiamo poi a Brindisi che è in testa alla lista delle  tappe fisse  in Adriatico, un buon porto e cari amici velisti che si incontra sempre volentieri. Trascorso qualche giorno in ottima compagnia, subito dopo la partenza della Regata Brindisi Corfù, ci siamo accodati alla flotta, per far rotta sulla nostra destinazione. Le condizioni meteo sono state favorevoli, andature portanti fino a S, Maria di Leuca e una bolina larga nel Golfo di Schillace  ci hanno permesso di arrivare a Giardini di Naxos con meno di due giorni di navigazione e giusto in tempo per guastarci il tramonto.  Il nostro primo approdo è chiaramente in un posto incantevole, la vicina Taormina attira i turisti da tutto il mondo e le bellissime baie sono trafficate da imbarcazioni di tutti i tipi, dal super Yacht alle numerose barchine da giri turistici.  Quindi trascorso qualche giorno gironzolando per terra e per baie, abbiamo  deciso di dirigerci al più presto verso le Eolie.  Aspettando le condizioni meteo  favorevoli e obbligati dalle marre, abbiamo attraversato lo Stretto di Messina con un pizzico di emozione come è giusto che sia…

Vulcano, Panarea, Filicudi

Arrivando da Milazzo, è l’isola di Vulcano che attira subito la nostra attenzione. L’Isola ti accoglie  da lontano con il suo alto cratere ricco di una vegetazione verde intenso. Man mano che ci si avvina si percepisce quasi il respiro del vulcano che emette un odore di zolfo sempre più intenso.

Arrivati nella baia di Levante i colori sono spettacolari, le tonalità scure della sabbia e della roccia vulcanica, si spezzano con il verde rigoroso della vegetazione, ci sono anche delle palme con alto fusto che facilitano la percezione della profondità dell’isola. Il mare è di un blu intenso che, grazie alla sua limpidezza, ti permette di notare, anche su fondali di 10 metri, le infinite curve disegnate dalla corrente sulla sabbia scura. Anche l’ospitalità e la cucina ci hanno bene impressionato, nonostante il considerevole flusso di traghetti e turisti giornalieri, il ritmo è decisamente più calmo e lento rispetto a Giardini Naxos.

Non ci abbiamo messo molto a riprendere il giusto ritmo che tanto ci fa sentire a nostro agio. Giornate trascorse a fare bagni e a  leggere, aspettando la sera con un aperitivo a bordo per fare una passeggiata e magari una cena a terra.

Orari e prospettive diverse possono rendere irriconoscibili luoghi già visitati, per questo spesso facciamo una visita a terra anche di giorno. E’ una buona occasione per fare un pò di cambusa con prodotti locali, conoscere il luogo e magari scoprire qualcosa di interessante.

Dopo  Vulcano c’era l’imbarazzo della scelta tra Panarea, Salina, Lipari,  Stromboli, Filicudi e Alicudi, tutte raggiungibili con poche miglia di navigazione e ognuna con una caratteristica predominante diversa dall’altra. Così volendole visitare solo alcune, ne abbiamo fatto una  selezione considerando la nostra rotta verso Ovest e riservandoci le rimanenti quando saremo tornati in settembre prima di dirigerci nel Golfo di Napoli.

Dopo Vulcano quindi siamo stati a Panarea che ci ha ricordato molto i colori e i profumi delle Cicladi, con quel tocco di eleganza che la distingue. Sosta inevitabile alle acque cristalline della baia della pomice a Lipari e poi verso la solitaria Filicudi, da dove ci saremo diretti a Cefalù.

 

Palermo, Cefalù, S. Vito lo Capo

Una perturbazione insistente, ci ha felicemente obbligati  a rimanere fermi nel porto di Palermo per quasi una settimana. Fortunatamente la città ci ha accolto a braccia aperte e noi l’abbiamo girata in lungo ed in largo tra i tipici mercati rionali di Bagaria e Vucciria, i bellissimi monumenti, la vita notturna e la irresistibile cucina.

La tappa successiva è stata S. Vito lo Capo, la cui bellissima spiaggia chiara antistante il porto ha aggiunto nuovi colori al nostro “arcobaleno dei ricordi”. Ci ha inoltre permesso  di godere di piacevoli momenti di relax  in spiaggia e mare, prima di dirigerci verso una nuova città da visitare.

Il nostro viaggio in Sicilia prevedeva anche diverse visite a Città e siti da non perdere, e tra queste anche la  vicina Trapani.  Da qui ci saremo poi diretti alle Egadi dove sapevamo voler rimanere per un bel po di tempo.

Anche le isole di questo arcipelago  seppur così vicine, sono così differenti. Favignana è molto accogliente e  per questo  forse anche la più abitata  delle tre. Baie incantevoli con sabbie chiare e acque azzurrissime e un paese vivo anche di sera. Levanzo è sicuramente la più discreta, ma a noi è rimasta nel cuore Marettimo che con la sua caratteristica atmosfera abbiamo soprannominato “l’isola che non c’è!”

Un nostro caro amico ci ripete spesso che i programmi in barca sono fatti per essere cambiati, e noi gli diamo sempre ragione. E’ difficile per noi immaginare che un programma a lungo termine possa essere concluso senza varianti, e per questo ci piace molto anche improvvisare.

Un pò spinti dall’avventura e un pò perchè avevamo voglia di navigare a lungo raggio, dalle Egadi invece di continuare la circumnavigazione costiera della Sicilia, ci siamo concessi un fuori programma nel Sud della Sardegna.

Partiti da Marettimo prima dell’alba, con il favore dei venti siamo arrivati con la luna piena nella chiarissima Cala Giunco di Villasimius. Per circa dieci giorni ci siamo goduti i colori ed il mare della Sardegna del Sud, spostandoci verso Ovest fino a Villasimius, da dove poi siamo ripartiti alla volta di Marettimo.

Terminato il fuoriprogramma sardo, abbiamo ripreso la navigazione dalle Egadi verso la costa Sud dell’isola continentale, toccando Marsala e Mazzara del Vallo. Un vento teso da Maestrale ci ha poi spinto fino a Sciacca, dove ci siamo fermati per qualche giorno per visitare sia la città stessa che i la vicina valle dei Templi. Questo importante Sito Archeologico è stato uno dei motivi che ci ha spinto a navigare lungo la parte Sud dell’isola, e le nostre aspettative non sono state deluse. 

La tappa successiva sarebbe stata la “scala dei Turchi”, ma purtroppo le condizioni meteo e un piccolo imprevisto non ci hanno permesso di fermarci, costringendosi ad una sosta tecnica nel vicino Porto Empedocle.

Da qui la nostra navigazione è continuata fino all’isola delle Correnti, dove ci siamo fermati in rada per la notte. Ci siamo poi allungati fino a Capo Passero e a Marzamemi dove abbiamo deciso di fermarci per un pò di giorni.

EGEO 2017

               Per diversi motivi abbiamo sempre pensato di organizzare un viaggio in Egeo. Sia perché lo riteniamo assolutamente da visitare per la sua bellezza, sia perchè, nella nostra migrazione verso Ovest, è una tappa un pò fuori mano che va toccata prima di dirigersi verso nuovi orizzonti.

                 La miriade di isole, i colori delle baie, la cultura e la cucina sono solo alcuni dei validi motivi che ci hanno convinto senza troppe esitazioni.

              La pianificazione di questo viaggio è stata abbastanza veloce ed istintiva: oltre al Meltemi, sono stati pochi i fattori che hanno determinato la rotta e la scelta delle tappe. Saremmo partiti  da Porto Garibaldi e avremmo navigato velocemente verso  la Grecia, facendo qualche sosta tecnica lungo le coste italiane per arrivare poi a Corinto e finalmente in Egeo. Una volta giunti qui, ci saremmo adeguati alle condizioni meteo, tenendo conto dei venti predominanti e di alcune tappe che assolutamente volevamo fare. Le Cicladi prima di tutte, poi il Dodecanneso fino a Rodi. Le numerose Isole dell’Egeo e le relative brevi distanze che le separano, ci avrebbero permesso infatti svariate opzioni di rotta. Tenendo conto del Meltemi, ci saremmo spostati verso Est prediligendo navigazioni al traverso e al lasco.  Abbiamo anche pensato alla Turchia, ma ci sarebbe voluto ancora più tempo a disposizione e poi le condizioni socio/politiche non erano rassicuranti. L’idea di arrivare fino ad Istambul lungo le coste turche ci affascina tutt’ora ma l’abbiamo messa da parte, chissà, forse un giorno …

 

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la carta dell’Egeo e la rotta percorsa

 

DA PORTOGARIBALDI  A CORINTO

 Arrivati così alla fine di maggio siamo partiti da Porto Garibaldi abbiamo fatto la prima sosta all’isola di S. Domino nelle Tremiti. Da qui siamo quindi ripartiti alla volta di Otranto, da dove ci siamo poi diretti verso le Isole Ioniche della Grecia. Othoni è stata la prima:  baia Calypso, in particolare, che non visitavamo da tempo, non ha deluso i nostri ricordi ed ha incrementato le aspettative  e l’entusiasmo sulla rotta pianificata.

          Dalla Grecia Ionica mancavamo da un bel po’, ma non volevamo sottrarre tempo prezioso all’Egeo, tuttavia, trovandoci nei pressi di Gouvia in concomitanza dell’arrivo della 32^ edizione della Brindisi-Corfù,  abbiamo deciso di fermarci per incontrare e salutare alcuni dei vecchi amici regatanti.  Subito il giorno dopo la premiazione però, approfittando del vento favorevole, abbiamo messo la prua a Sud Est verso il Golfo di Patrasso, desiderosi di attraversare il canale di Corinto quasi con lo stesso entusiasmo provato per il passaggio di Gibiliterra…

DA ATENE A MIKONOS

      Passato lo stretto di Corinto, visitata Atene e l’Isola di Egina, non eravamo ancora stati stupiti dai profumi e dai colori che ci aspettavamo di trovare in questa parte del Mediterraneo, forse anche a causa dell’intenso traffico commerciale e della vicinanza al continente. Solo dopo aver doppiato Capo Sunio, la sensazione di essere arrivati in Egeo è diventata inequivocabile. Eravamo verso la metà del mese di Giugno e questo mare si è presentato in tutta la sua bellezza e tranquillità:  non essendoci ancora il Meltemi, abbiamo potuto visitare posti e luoghi altrimenti inaccessibili e abbiamo goduto della tranquillità di questo mare che sapevamo non sarebbe durata a lungo.  Non a caso Capo Sunio, è il luogo dove secondo la mitologia greca, il sovrano di Atene, Re Egeo, allontanatosi dalle calme del  Golfo di Corinto, si sarebbe gettato nel mare in tempesta. Per questo motivo, in quello stesso luogo  fu eretto il Tempio dedicato al Dio del Mare Poseidone, i cui resti si possono ancora ammirare navigando al traverso del Capo.

        Le isole di Kea e Siros ci hanno anticipato le meraviglie delle Cicladi: le tipiche stradine dipinte di bianco, le cupole azzurre degli edifici e le fiorenti buganville caratterizzano gli scorci di questi piccoli centri abitati, oltre alle baie turchesi contornate da paradisiache spiagge bianche. Lasciate queste Isole, non essendo ancora in alta stagione, ci siamo diretti a Mikonos dove pensavamo di fermarci solo per qualche giorno. Al di là dei fiumi di turisti che le navi da crociera riversano sull’isola, Mikonos ci è piaciuta molto. L’Isola offre discoteche, locali di tendenza e spiagge attrezzate come quelle Romagnole; la possibilità di usufruire di strutture organizzate e ben gestite, unitamente alla molteplicità di offerta e servizi non sono cose del tutto scontate in questo angolo di Mediterraneo e noi le abbiamo sapute apprezzare. Ma Mikonos non è solo questo, potendola visitare in barca, offre anche tipici scorci delle Cicladi, con piccole baie non affollate e luoghi da vivere in assoluto relax, permettendo ai suoi visitatori, la scelta di rimanere in rada a godersi il tramonto o farsi travolgere dall’euforia dei suoi abitanti. Anche per questi motivi la nostra sosta programmata di qualche giorno si è poi prolungata ad oltre una settimana!

 DA MIKONOS A RODI

    Da Mikonos abbiamo poi veleggiato con tranquillità verso Sud tra Paros, Antiparos e Naxos trascorrendo piacevoli momenti anche a terra tra i luoghi che tanto avevamo immaginato di trovare in queste Isole Greche.

          L’arrivo del Meltemi prima della fine di Luglio, ci ha invogliato a spostarci verso Est nel Dodecaneso, toccando lungo la rotta, la piccola e deliziosa Donoussa e poi la particolare Levitha, abitata da oltre quattro generazioni da una sola famiglia autosufficiente, dedita alla pesca ed alla pastorizia, che offre la possibilità di degustare la propria cucina.

        Arrivati così nel Dodecaneso, ci siamo fermati a Kalimnos conosciuta anche per le sue spugne naturali, qui il paesaggio è chiaramente cambiato rispetto alle Cicladi, la vicinanza con la Turchia si riflette un po’ sia sull’architettura sia sulla cultura in generale del posto.

          Da Kalimnos ci siamo diretti verso Rodi, fermandoci prima sull’isola di Nisiros che ci ha stupiti con il suo cratere ancora attivo,  e poi a Simi con la sua indiscussa bellezza e gli idimenticabili colori. Arrivati a Rodi abbiamo deciso di fermarci per qualche giorno in più. Ormeggiato la barca nel porto al cui ingresso si ergono le famose colonne, abbiamo visitato l’isola via terra, anche se dopo poche ore eravamo già stanchi di guidare…. Numerosi luoghi di quest’isola, tra i quali Lindos, la Valle delle Farfalle, la spiaggia di Antony Queen ed il centro storico della Città stessa, meritano di essere visitati.

            Rodi è stata la nostra ultima tappa del viaggio di andata verso Est, giunti a questo punto, dovevamo pianificare la rotta del ritorno. Il pensiero di ritornare non è stato facile da metabolizzare, nonostante il fatto che avessimo ancora tanto tempo a disposizione e tante miglia da percorrere e, nonostante il fatto che eravamo in viaggio da quasi due mesi e che avevamo ancora quasi lo stesso tempo a disposizione. Sia chiaro, oggettivamente era solo una questione di pianficazione e organizzazione, ad un certo punto bisognava pur invertire la rotta, eppure l’idea di lasciare questo splendido mare ci rammaricava non poco. Abbiamo così razionalizzato che tracciare la rotta del ritorno non volesse dire essere prossimi alla conclusionssoe del viaggio, anzi, chiaramente in questo caso, significava essere giusto alla metà!

       DODECANESO

Ritornati a programmare rotte in funzione del vento e dei luoghi da voler visitare, abbiamo fatto alcune considerazioni sui nostri appunti di viaggio.

La navigazione in Egeo fino a questo punto era stata quasi prevalentemente con andature portanti, a volte con condizioni impegnative e a volte anche proibitive, tanto da costringerci a qualche tappa forzata per più di un giorno. Il Meltemi è un vento incessante, soffia costantemente sia di giorno che di notte e difficilmente si placa. Abbiamo sentito dire che ulula e a noi è sembrato vero!

            Rodi rappresentava la posizione più ad Est della rotta programmata, tra l’altro eravamo anche sensibilmente verso Sud rispetto a Corinto, quindi invertire la rotta voleva dire dirigersi verso Nord Ovest con le condizioni meteo che persistevano invariate da settimane. Nell’ottica della sicurezza e del confort in navigazione, abbiamo deciso di dirigerci da Rodi verso Nord, lungo il Dodecaneso, approfittando dei numerosi ridossi forniti sia dalle Isole Greche che dalla costa Turca, anche se presso quest’ultima, non ci saremo voluti fermare, sopratutto per evitare le formalità doganali.

             Abbiamo così ampliato il nostro programma di navigazione inserendo nuove tappe quali la piccola ed accogliente Pserimos con la sua splendida spiaggia grande quasi quanto tutto il paese, poi Leros caratterizzata oltre che dalle splendide baie, anche dall’architettura risalente al periodo dell’occupazione Italiana, ed infine Lipsos, tranquilla località turistica dove abbiamo felicemente familiarizzato con dei velisti Turchi che da qualche giorno percorrevano più o meno la stessa nostra rotta.  A questo punto della nostra risalita verso Nord, avevamo raggiunto la posizione ideale che ci avrebbe consentito di navigare verso Sud Ovest con andature portanti.

         LE PICCOLE CICLADI

        Rimaneva ancora da decidere se rifare lo stretto di Corinto o risalire lungo il Peloponneso: da un lato ci sarebbe piaciuto fare una nuova rotta, dall’altro sapevamo che avremmo preso questa decisione al momento opportuno anche in considerazione delle condizioni meteo. Così il giorno seguente, con un unico bordo di lasco di circa 50 miglia, siamo arrivati nella splendida Amorgos, che ci ha talmente affascinato inducendoci a prolungare la nostra sosta di qualche giorno e a visitarla anche via terra.

                 Amorgos ci ha anche introdotto nelle piccole Cicladi; Karos, Koufonisia, Skhinousa ed Iraklia che volutamente avevamo tralasciato nel viaggio di andata. Non avremmo mai voluto smettere di veleggiare in questo piccolo arcipelago, le cui isole, sono considerate non a caso, le perle dell’Egeo! Piccoli paradisi poco frequentati e meno conosciuti delle sorelle maggiori, offrono numerose e meravigliose baie con colori unici nel loro genere, una densità turistica decisamente accettabile che non preclude la possibilità di alternare luoghi e momenti di assoluto relax ad altri spumeggianti e ricercati per la vita mondana ed il divertimento sfrenato. Abbiamo girovagato tra le baie ed i ristoranti di queste isole perdendo quasi la cognizione del tempo, perfino il Meltemi sembrava essersi placato, anche se in realtà sapevamo che questa sensazione era motivata dal fatto che a Nord c’erano le isole maggiori che ci ridossavano.

           Ma le miglia da percorrere sulla rotta verso casa erano ancora tante, e deciso di lasciare questo paradiso, ci siamo diretti ancora più ad Sud Ovest, ad Ios.  Anche questa isola, grazie alle sue dimensioni, offre la possibilità di visitare sia la zona abitata e un pò più viva a Nord, sia le splendide ed isolate baie che si trovano a Sud dell’isola stessa. La sera da queste rade si riuscivano a vedere le luci di Santorini. Trovandoci ancora in alta stagione ed a causa della sua posizione troppo a Sud nell’Egeo, a malincuore abbiamo preferito evitare di fare rotta verso quest’isola, l’avremmo trovata iperaffollata e ci avrebbe complicato il ritorno. Abbiamo così optato per la tranquilla ed esclusiva Folegandros, molto frastagliata, con pareti a picco e fondali importanti, ma senza fare deviazioni rilevanti sulla rotta di casa, e poi verso Milos, famosa per l’omonima Venere. Anche quest’isola ci ha catturato con i paesaggi di Sarakiniko, le case colorate di Kilma, le famose spiagge dalle diverse sfumature di colori e la sua Chora, come i Greci chiamano i centri storici. Abbiamo deciso di compiere l’interno giro dell’isola via mare in diversi giorni, per ammirare le diverse tipologie di spiagge e baie che quest’isola ricca di minerali offre. In realtà sapendo anche che questa sarebbe stata la nostra ultima isola dell’Egeo non avevamo poi tutta questa fretta di lasciarla…

          Una curiosità: ci è capitato quasi in ogni isola dell’Egeo, che la gente del posto o viaggiatori/turisti come noi, dicessero che su quell’isola c’era un luogo unico da dove si sarebbe potuto ammirare il tramonto più bello dell’Egeo. In effetti di tramonti spettacolari ne abbiamo visti tanti, forse ogni tramonto è unico, vuoi per il luogo o  per altre circostanze, a noi è capitato di vederne di bellissimi anche in mare aperto durante le navigazioni, ma vi assicuriamo che il tramonto di quest’Isola, inserito in un paesaggio unico come quello visto dal’alto della Chora di Plaka, è davvero indimenticabile.

PELOPONNESO

Da Milos in poi la tipologia di viaggio sarebbe cambiata, dovevamo navigare fino a Portogaribaldi per ancora altre 800 miglia circa, senza fare molte tappe avremmo navigato con un ritmo ed uno spirito diverso. Le condizioni meteo erano stabili e nonostante fossimo fuori dalla “portata” del Meltemi, i venti prevalenti moderati provenivano ancora dal IV e dal I quadrante.

         Rifare lo stretto di Corinto o risalire lungo il Peloponneso per arrivare a casa, voleva dire percorrere circa le stesse miglia, ma non volevamo solo navigare: era nostra intenzione dare anche una sbirciatina a terra ogni tanto per scoprire nuove baie.  Abbiamo così optato per una rotta di versa da quella dell’andata:  saremmo risaliti lungo il Peloponneso doppiando i suoi tre capi senza però entrare nei rispettivi golfi per non aumentatre le miglia. Questa opzione ci avrebbe permesso altresì di visitare una delle nostre isole preferite della Grecia Ionica.

                La prima tappa dopo Milos è stata sorprendente: Simos Beach sull’Isola di Elafonisos, situata a poche miglia ad ovest del primo dei tre capi del Peloponneso. L’incredibile conformazione della baia con il suo istmo e la sua sabbia bianca ci hanno catturato al punto tale da tenerci per due notti alla fonda! Abbiamo poi proseguito verso il suggestivo Capo Matapan, il punto più a Sud di tutta l’Europa continentale e infine doppiato l’ultimo dei tre Capi, (che da qualcuno vengono simulati con le prime tre dita della mano rivolte verso il basso) fermandoci purtroppo un po’ di fretta nell’antica città di Modone.

GRECIA IONICA: ZANTE, PAXOS E CORFU’

Ormai  eravamo prossimi alle Isole Ioniche della Grecia, conoscendole già, ci sentivamo quasi a casa, un po’ forse per questo, mentre ci avvicinavamo, aumentava il desiderio di tornare nei posti che ricordavamo come quelli più belli, e, contemporaneamente, aumentava il desiderio di andare in altri che non avevamo avuto ancora il tempo di visitare.

        Abbiamo così deciso di fermarci a Zante per qualche giorno, abbiamo fatto il giro completo dell’isola rivisitando baie di indiscussa bellezza e notorietà, scoprendone altre che non avevamo mai visitato. Da Zante ancora verso Nord Ovest,  nella baia di Lakka sull’isola di Paxos, un’altra delle baie che volevamo rivedere assolutamente. Siamo rimasti impressionati dal numero di barche alla fonda in questa baia, non volendo fare i nostalgici, vi assicuriamo che avevamo un ricordo nettamente diverso purtroppo! Dopo la delusione di Lakka, non ci rimaneva che fare tappa a Corfù giusto per rifornire la cambusa e il carburante ma anche per rifare un pò l’abitudine ai grossi centri abitati…..

      Lasciato il caos cittadino di Corfù, avevamo qualche dubbio sulla tappa successiva, eravamo indecisi se ritornare direttamente in Italia o fare l’ultima sosta in una delle due Isole a Nord di Corfù: ad Othoni oppure a Erikoussa.  Nell’indecisone ed in attesa del vento favorevole per attraversare il Canale di Otranto, ci siamo fermati in entrambe così da prolungare al massimo la nostra permanenza nelle ultime isole greche.

ROTTA VERSO CASA

         Il primo porto italiano che abbiamo toccato dopo la Grecia è stato Brindisi, dove con l’occasione e a causa delle conizioni meteo, ci siamo fermati a salutare gli amici di sempre. Poi abbiamo proseguito prima su Polignano e poi Trani, scoprendo dal mare, due splendide cittadine Italiane. A dire il vero, queste tappe sono state un po’ forzate a causa della direzione del vento sempre da Nord che da Milos non ci ha dato tregua. Da allora, le navigazioni a vela sono state prevalentemente controvento, (cioè costretti a risalire bordeggiando!). Si può dire che non abbiamo mai avuto la possibilità di fare un bordo unico di bolina per raggiungere il way point e se il vento calava, diminuiva al punto tale da costringerci a proseguire a motore. Anche per questi motivi a Trani abbiamo deciso di aspettare fino a che le condizioni meteo non si modificassero a nostro favore. La nostra attesa è stata così premiata con l’arrivo di una bassa pressione sull’Adriatico meridionale che ci ha sospinto fino a casa, senza costringerci ad ulteriori soste e permettendoci altresì, dopo tanta bolina, di navigare con le nostre predilette andature, riportandoci con queste ultime miglia, ai recenti ricordi delle meravigliose veleggiate in Egeo.

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verso Othoni dove siamo rimasti incantati dalla baia Calypso, un paradiso dai colori ineguagliabili.

CROAZIA 2016

 

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MIDDLE SEA RACE

DA IBIZA A LANZAROTE

DA GAETA A GRAN CANARIA